Tedeschi….brava gente

26 05 2008

Forse non saremo mai un popolo che sa offrire un immagine eccezionale di sè. Non sapremo controllare la nostra criminalità, la purezza dei nostri politici, la pulizia delle strade di una delle città più belle del mondo. Abbiamo avuto, abbiamo e avremo sempre i nostri errori. Ma restiamo, nella parte più nobile e viva della nostra gente, una delle popolazioni più civili ed “eleganti” della vecchia Europa. Italiani, quindi. Che non si sarebbero mai sognati di girare e mandare in onda una pubblicità come questa, realizzata dalla versione tedesca della catena di elettronica “MediaWorld” per le tv della Germania:

(Il video originale – visibile su www.mediamarkt.de – è stato montato con la traduzione e messo in rete su Youtube da qualcuno….)

Bene, un popolo elegante ignora provocazioni e sfottò di questo genere…

ma se a qualcuno prudessero le manine, potrebbe scaricare questa foto:

 

e mandarla all’indirizzo e-mail  presse@mediamarkt.de magari con la scritta “dream it” o “from Italy with love” oppure semplicemente “scham” (vergogna)….fate voi…certo che una bella protesta all’italiana mediaworld…

 

Annunci




Il nuovo gioco dell’estate…indovina il sito

22 05 2008

Dal conclave ministeriale di Napoli, Berlusconi entra Papa e ne esce ancora di più. Come il migliore dei pontefici, benedice i suoi cardinali e dispensa “urbi et orbi” un giro di vite sulla criminalità e sull’immondizia. La Campania sara’ presto ripulita dai rifiuti con sette siti di sversamento. Tre già individuati (Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e Terzigno) e quattro da individuare. Su questi, in particolare, vige il più stretto riserbo, come si dice in gergo. In paroloni, “non vi dico quali sono perché sennò bloccate tutto e buonanotte ai suonatori”. Certo è che si dovrebbe aprire un buco in ogni provincia e, il fosso che più interessa la Basilicata, sarebbe quello di Serra Arenosa, a Caggiano (Salerno), a un tiro di schioppo dal confine con Vietri di Potenza.

A cavallo dell’ultimo anno i vietresi si sono “sollevati” contro la decisione campana, presa in gran fretta dalla Provincia di Salerno, riuscendo a bloccare l’arrivo dei camion con la munnezza. Ma, di quella vicenda, sarebbe opportuno ricordare che l’assessore provinciale di Salerno all’ambiente, Angelo Paladino, delineò un quadro abbastanza chiaro.

L’area nord della provincia di Salerno ha già dato in termini di discariche. La zona sembra essere satura per cui bisogna considerare il pezzo di territorio che va da Sicignano in giù. Per giunta, la parte occidentale è “coperta” dal Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e la porzione meridionale non compresa nella zona protetta è a ridosso del mare e con qualche vocazione turistica, Da Palinuro a Policastro.

E quindi? Gli indizi portano anche il più inesperto dei giallisti a fare un pensierino su un magico ritorno in auge di Serra Arenosa. Nulla è certo, ed è fuor di dubbio che qualcosa si deve pur fare per risolvere quella che ormai è senza repliche un’emergenza nazionale. Non è certo il momento del “not in my garden” (non nel mio giardino) e, qualunque sia la scelta, le popolazioni dovrebbero vigilare non tanto sullo sversamento dichiarato, ma su quello “tra le righe”. Sul rischio, cioe’, che si certifica un certo tipo di munnezza e poi se ne infiltra altra, ben più pericolosa.

Resta il fatto che, comunque vada, il sito di Caggiano fa capo a una comunità, quella del Vallo di Diano, dove la raccolta differenziata non è una moda, ma un’attivita’ quotidiana svolta con rigore, a cui si aggiunge l’attentato ai confini lucani, dove per il momento non sembrano esserci problemi di affollamento di sacchetti. Qualcuno dice che la camorra ha partorito l’emergenza e la camorra la risolverà. Per ogni considerazione, comunque, occhi aperti…





Con la bolletta un Grillo non è una formica

17 05 2008

Da un grande potere deriva una grande responsabilità. E non solo per l’uomo ragno. Ma anche per l’uomo Grillo. Il Beppe nostro, infatti, pare abbia ricevuto una bolletta salata dell’Enel, con un conticino totale di 800 euro circa. Una notizia pubblicata da Il Giornale nei giorni scorsi e firmata da Nino Materi. Ora, la bolletta di Grillo resterebbe nell’ambito “fattacci suoi”. E’ pur vero, però, che una delle battaglie mediatiche più famose del comico genovese in tema ambientale è proprio quella del risparmio energetico, dai pannelli solari alle lamapade a basso consumo.

In questo senso, non può che far scalpore il conto corrente inviatogli dall’azienda elettrica. Se quanto scritto nell’articolo è vero, Grillo dovrebbe dare ai suoi tanti fans una spiegazione. Potrebbe darsi che abbia ospitato una famigliola di antilopi sudafricane che, notoriamente, a Genova soffrono il freddo. Oppure potrebbe aver avuto un guasto all’impianto con conseguente perdita. Tutto lecito, ma si dica. Invece, a quanto pare, la notizia non ha avuto risalto e (da una prima lettura) anche nel suo blog non v’è menzione dell’articolo. In caso contrario di bufala cotta e servita da Il Giornale, basterebbe postare la cifra reale delle bollette e amen.

Resta il fatto che una delle due opzioni dovrebbe essere quanto meno dovuta al popolo di Grillo che da anni segue e attua le sue battaglie, gran parte delle quali condivisibili e necessarie alla salute di questo mondo e, in particolare, di questo Paese. Dubito che molti possano accettare di farsi un mazzo così nello spegnere le lucine di pc e tv. Di installare riduttori per i rubinetti o di lavare con cura le scatolette di tonno per una raccolta differenziata “off limits” se poi uno dei guru dell’ambientalismo cade in errori di questo genere.

E’ lo stesso principio secondo il quale non vorremmo sentire “papponi” filosofici sul divorzio da un politico se poi questo è giunto al terzo matrimonio, o sulla droga se, a volte, il deputato di turno pulisce il tavolino di vetro con il naso. Capita. E allora??

Scarica l’articolo de Il Giornale

 luce-sulle-bollette-dei-vip





Silvio si è fermato a Eboli

13 05 2008

La Basilicata è assente dal governo.  Consegnata infatti la lista dei sottosegretari (CHE POTETE SCARICARE CLICCANDO SUL LINK IN FONDO) tra i tanti nomi non se ne legge uno che sia lucano, consegnando a questa terra il primato, condiviso da poche altre meridionali, di non aver nessun rappresentante nella squadra del quarto Berlusconi. Il nome più accreditato era quello di Guido Viceconte, già coordinatore regionale di Forza Italia e sottosegretario dal 2001 al 2006. Si era parlato, dopo la vittoria del 13 e 14 aprile, di un posto alle infrastrutture prima e alle attività produttive poi, senza contare quanti speravano in una fascia di vice ministro. Poi Silvio gli ha chiesto il classico “passo indietro” per facilitare la composizione della squadra, e Viceconte ha accettato. Resta il fatto che, nonostante un buon risultato del Pdl in Basilicata (a meno di tre punti percentuali dal Pd), i lucani non hanno rappresentanti ta le leve del comando. Ma quello che tanti si sono chiesti dopo la diffusione della notizia è: “Che fine fa la promessa, dello stesso Viceconte, di dimezzare il prezzo della benzina?”. Le cariche passano…gli aumenti restano. 

Clicca per scaricare:

sottosegretari-2008





Da Fazio piove e su Travaglio tuona…

11 05 2008

Vi siete persi l’ultima puntata di “CheTempoCheFa” di Fazio, tanto per intenderci quella del 10 maggio scorso in cui Travaglio ha attaccato Schifani imputandogli amicizie scomode? Eccola.

«Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani uno passa tutta la trafila e poi vede Schifani e dice: “C’è un elemento di originalità”. Seconda carica dello stato Schifani: mi domando chi sarà quello dopo, la muffa probabilmente, il lombrico. Dalla muffa si ricava la penicillina tra l’altro, era un esempio sbagliato».

E’ il primo lampo di Travaglio, che lascia intendere che quella in corso non sarà una puntata delle più semplici. Schifani ne sarà il protagonista, soprattutto quando il giornalista allevato da Montanelli, quasi a sorpresa, lo riporta sulla scena, per parlare del concetto della sudditanza dei giornali al potere politico:

«se il clima politico induce a un rapporto di distensione tra l’opposizione e la maggioranza, e Schifani ha avuto amicizie con dei mafiosi, non si scrive che Schifani ha avuto amicizie con dei mafiosi, perché non lo vuole né la destra né la sinistra… ma io devo fare il giornalista, devo raccontarlo…».

Travaglio aggiunge che queste sono cose contenute nel libro del giornalista dell’Ansa Lirio Abbate, minacciato dalla mafia, «e cioè  – aggiunge Travaglio – che Schifani ha avuto rapporti con persone poi condannate per mafia o hanno il coraggio di dire che Abbate è un mascalzone e un mentitore, oppure si deve avere il coraggio di prendere nota di ciò che scrive sulla seconda carica dello Stato, e di chiedere alla seconda carica dello Stato di spiegare i rapporti con quei “signori” che sono stati poi condannati per mafia».

Tempo dieci minuti, e sui notiziari si scatena la polemica, con prese di posizione, minacce di querela e di cancellazione di questo e quello dall’etere, oltre a pece, piume e berlina. Ora, Travaglio non incontra le simpatie di molti. Ma è e resta un giornalista. E come tale, senza scomodare i cani da guardia della democrazia, avrebbe il diritto-dovere di portare alla luce certe dinamiche, dopo averle documentate, o citare il lavoro dei colleghi, che a loro volta le hanno documentate con attenzione. Detto ciò. A Schifani resta il pieno diritto-dovere di replicare e dimostrare (per se stesso e per i cittadini da cui è pagato per ricoprire la seconda carica dello Stato) che le accuse sono infondate. Se così è, allora Travaglio ha sbagliato è dovrà pagare. Ma se così non fosse, stessa misura dovrebbe applicarsi all’inverso. Resta il fatto che se a un giornalista si toglie il diritto di denuncia, diventa un imbrattacarte che racconta i pesci rossi nella boccia. Su questo dall’America abbiamo tanto da imparare.





La Basilicata nel 2007 tra stagnazione e recessione

11 05 2008

I dati, si sa, sono come il pongo che si usava all’asilo. Un materiale senza forma che è possibile plasmare, secondo una moda recente, in relazione alle esigenze. E’ un po’ quello che è accaduto, nei giorni scorsi, prima e dopo la presentazione del rapporto di Unioncamere Basilicata sullo stato dell’economia e della finanza lucane del 2007. Ma, più che sulle analisi, il dibattito si è “scaldato” sulle terapie da offrire ad una terra che, facendo una media sui giudizi espressi, è quantomeno “malaticcia”. Fondi unici straordinari, attrazione di investimenti esteri o di grandi gruppi, ripristino delle aree industriali in decadenza sono solo acune delle medicine per una lucania con qualche linea di febbre.

A leggere le tabelle (SCARICABILI DAI LINK IN FONDO ALL’ARTICOLO) ci sono però alcuni elementi incontrovertibili. Il Pil lucano non cresce (+0,8 rispetto al 2006, una briciola), le famiglie non hanno soldi per la spesa e in un anno sono andati in fumo 2mila posti di lavoro (occupazione che, per il momento resta ancorata al posto pubblico e ai due colossi produttivi presenti: la Fiat e le risorse naturali). A questo si unisce un altro dato: la Basilicata è la prima regione, tra quelle a statuto ordinario, per spesa pubblica pro-capite. Per ogni cittadino dalle casse regionali sono usciti 5000 euro nel 2007. Tra le voci principali, accanto alla sanità, c’e’ il settore “economy”, ovvero proprio l’esborso per il sostegno al territorio e allo sviluppo industriale.

Detto ciò, è ancora possibile parlare di rilancio dell’economia legato allo sviluppo dell’artigianato locale, del turismo e alla sopravvivenza a ogni costo della miriade di aree industriali? In Basilicata mancano le infrastrutture, e i prodotti “indigeni” possono contare solo un mercato locale che, su una popolazione di 500 mila persone, non è il massimo. Che senso hanno le calzature a Maratea, il filato ad Atella e l’incentivo pubblico al piccolo impenditore nordico che arriva, spolpa quanto può e poi scappa. Il treno dei fondi europei è all’ultima corsa. Forse è il momento di abbandonare, per quanto possibile, la politica dell’abbellimento delle piazze, e pensare di dotare questa regione di infrastrutture materiali e immateriali (strade, ferrovie, banda larga e sburocratizzazione, tanto per citarne alcuni) e di un tessuto produttivo stabile e duraturo. Per il momento Fiat (e indotto) e sfruttamento delle risorse energetiche (acqua e petrolio) restano le uniche prospettive, lontane anni luce dai finanziamenti a pioggia e dalla propaganda elettorale.

Rapporto sull’economia lucana del 2007

Rapporto 2007 sulla finanza locale della Basilicata





Matera Caput Mundi

8 05 2008

 

MATERA OMBELICO DEL MONDO