Tedeschi….brava gente

26 05 2008

Forse non saremo mai un popolo che sa offrire un immagine eccezionale di sè. Non sapremo controllare la nostra criminalità, la purezza dei nostri politici, la pulizia delle strade di una delle città più belle del mondo. Abbiamo avuto, abbiamo e avremo sempre i nostri errori. Ma restiamo, nella parte più nobile e viva della nostra gente, una delle popolazioni più civili ed “eleganti” della vecchia Europa. Italiani, quindi. Che non si sarebbero mai sognati di girare e mandare in onda una pubblicità come questa, realizzata dalla versione tedesca della catena di elettronica “MediaWorld” per le tv della Germania:

(Il video originale - visibile su www.mediamarkt.de - è stato montato con la traduzione e messo in rete su Youtube da qualcuno….)

Bene, un popolo elegante ignora provocazioni e sfottò di questo genere…

ma se a qualcuno prudessero le manine, potrebbe scaricare questa foto:

 

e mandarla all’indirizzo e-mail  presse@mediamarkt.de magari con la scritta “dream it” o “from Italy with love” oppure semplicemente “scham” (vergogna)….fate voi…certo che una bella protesta all’italiana mediaworld…

 





La strega, i sette nanetti e il pareggio dei giganti lucani

15 04 2008

L’Italia diventa Popolo della Libertà, con la Lega a presidiare i bastioni alpini ed Mpa a guardia del Mare nostrum.
La Basilicata, invece, si affida al Pd, almeno in termini di voti, poichè Berlusconi e Veltroni si dividono equamente sei dei sette senatori in palio, lasciando il settimo, prossimo, inquilino lucano di Palazzo Madama a Di Pietro.
Ma la vera novità di queste urne ormai svuotate è l’italico colpo di spugna ai piccoli partiti. La strega cattiva ha spazzato via i nanetti, riuscendo a fare ingoiare la mela avvelenata anche alla Sinistra l’Arcobaleno, che nel complesso non valica la soglia di un ottimistico 5 per cento.
E’ questa, forse, la chiave di volta dell’intera tornata elettorale. Sarebbe sbagliato, e riduttivo, pensare che gli i disertori dei seggi in questo week-end di aprile siano tutti elettori della Sinistra che non hanno votato.
Sarebbe più opportuno meditare sul fatto che molti passionari del cachemire bertinottiano si siano stancati di essere “il cuore dell’opposizione”, di predicare “l’abolizione della proprietà privata” e citare a memoria Marx, quasi fosse un codice da seguire alla lettera. I tempi stanno cambiando, direbbe Dylan? Meditate gente, risponderebbe Arbore.
Intanto, da domani, benzina a metà prezzo per le genti lucane. Chiedetene conto.

Alcebrando





Walter, Obama e Bettino

14 04 2008

Bettino Craxi nell’82 lanciò “Si può fare, si deve fare”

Che Walter Veltroni abbia fatto suo lo slogan “Yes we can” di Barack Obama lo sanno tutti.
Che la sua traduzione “Si può fare“ sia stata ritenuta “moscia” da Massimo D’Alema, lo sanno in pochi. Ma, solo Franco Grillini si è ricordato che, nel 1982, in occasione Comitato centrale socialista Bettino Craxi tenne un discorso intitolato, udite udite: “Si puo’ fare, si deve fare”.

Adesso, non credo che Veltroni conoscesse lo slogan di Craxi ne tanto meno Obama ma, indubbiamente, “Si puo’ fare, si deve fare” è decisamente meglio. Quel “fare” mette le ali, aggiunge un elemento concreto, un senso di azione che completa la frase, la riempie, proprio come voleva D’Alema.

Di seguito la chiusura dell’intervento del leader socialista, qui, invece, l’intero discorso.

Si profila un periodo di lotte difficili. Più aspra è divenuta la contesa politica,
più acute le tensioni ed i fattori di crisi nella società. In questa fase, non
priva di incognite e di rischi, la nostra mobilitazione deve farsi più intensa,
più determinata, più incisiva.
Nel momento in cui crescono le difficoltà e insorgono nuovi ostacoli il Partito
confermerà e preciserà la sua elaborazione distendendo appieno la sua
iniziativa politica al centro e alla periferia attorno alle grandi questioni
essenziali della democrazia e dello sviluppo aperte in Italia.
Nessuna buona causa deve essere abbandonata e nessuna impresa deve essere
lasciata a mezzo. C’è moltissimo da fare. Si può fare, si deve fare.





Outing: Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio dichiarano le loro intenzioni di voto

12 04 2008

Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio fanno outing sul loro blog. Dichiarano per chi votano e perché.

Ma anche sì
di Pino Corrias

Un voto contro
di Peter Gomez

Con Di Pietro, per fare il guastafeste
di Marco Travaglio





Ogni maledetta domenica

12 04 2008

Dal film “Ogni maledetta domenica” , diretto da Oliver Stone.
L’allenatore di una squadra di football americano, Tony D’Amato, interpretato da Al Pacino, per caricare i suoi ragazzi, prima della partita più importante della stagione,
pronuncia questo discorso tra i più belli della storia del cinema.
Io lo dedico a tutti i candidati di tutti gli schieramenti: dai, un ultimo sforzo, centimetro per centimetro, voto per voto.

Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso… certo che… ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.

Sapete col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa… fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo. Capitelo…
Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate.
Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa.
Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro.
In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro.
Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi.
Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi.
Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?