Sud, le periferie votano Pdl

18 04 2008

Da Il Sole 24ore, un’analisi interessante ma, mi chiedo, la Basilicata?

Più consensi nei quartieri popolari e in provincia Ici e bonus bebè hanno convinto operai e insegnanti

Vomero, quartiere bene di Napoli. Qui il Popolo della libertà si è fermato (per modo di dire) al 43 per cento. Ma basta spostarsi in periferia, basta spingersi fino a Secondigliano, dove il numero dei lampioni cala insieme alle cifre dello stipendio, per veder schizzare il consenso al 57 per cento. Stesso discorso a Cagliari.
In centro il Pdl è al 42 per cento, nel seggio davanti alle case popolari di Sant’Elia supera il 45 per cento. E se da lì andiamo fino a Quartu Sant’Elena, di fatto periferia della città, arriviamo al 53. Ed è così anche in Puglia, in Sicilia, in Calabria. In tutto il Sud.

Più voti in periferia che al centro, più in provincia che in città. Ceto medio, pancia del Paese, strati popolari: chiamatelo come volete, ma è qui che il Pdl ha stravinto nel Mezzogiorno, senza nemmeno l’aiuto della Lega come al Nord.
Non sono imprenditori e liberi professionisti ma impiegati, operai, insegnanti che magari un tempo stavano a sinistra.
Attirati dal taglio dell’Ici, visto che anche al Sud l’80 per cento delle famiglie è proprietaria di casa. Invogliati dal ritorno del bonus bebè, perché qui i figli si fanno ancora. E convinti dal cambiamento promesso da Berlusconi in una terra dove tutto sembra immobile. Non solo oggi, con la sinistra al potere a Roma e nelle Regioni. Ma da sempre.

Le periferie e le province
Lo schema è sempre lo stesso. Il Popolo delle libertà avanza di più nei centri medi e piccoli della provincia che nelle città capoluogo. È così a Palermo dove il Pdl prende il 46 per cento in città e il 48 considerando l’intera provincia.
E così a Napoli, dove si passa dal 45 al 48 per cento, e anche a Catania e Bari dove pure la differenza scende sotto l’1 per cento.
«È la dimostrazione — dice Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia, in corsa per una poltrona nel governo — di come noi abbiamo capito meglio i bisogni della gente comune, quella che non chiede la luna ma sicurezza e qualche soldo in più per campare.

Masa





La sinistra prova a rinascere in Basilicata: Cillis, il suo profeta. ll lavoro, il suo credo.

17 04 2008


Giuseppe Cillis, segretario regionale della Fiom, su Basilicatanet , si slancia così:

“Il risultato del voto delle ultime elezioni politiche impone ai lavoratori e alle lavoratrici di contribuire a costruire un movimento politico che abbia al suo centro i problemi del lavoro che operi per sollecitarne la rappresentazione nella vita democratica, che favorisca la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte decisive per loro stessi e per l’insieme del Paese.
E’ un bisogno tanto più pressante quanto più si fanno grandi i pericoli per i diritti e le tutele sociali di intere generazioni di lavoratori e lavoratrici.Affrontarli non è possibile senza un pieno protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Lo afferma Giuseppe Cillis, segretario regionale Fiom Cgil.

“Non sono mancati in diversa misura nelle diverse formazioni partitiche tentativi di dar voce ad una rappresentazione politica delle rivendicazioni del lavoro, ma nessuna formazione politica si propone un programma generale e una forma organizzata che si fondi sulle istanze di cambiamento e di partecipazione delle lavoratrice e dei lavoratori.

In più, in una parte grande della società prevale l’idea che la subalternità e la riduzione dell’autonomia del lavoro siano un portato inevitabile della “modernità” e della globalizzazione: scompare l’idea stessa del conflitto tra capitale e lavoro.
Considero che il modo migliore di lavorare per la ricostruzione della sinistra, e con essa una idea di società basata sulla Giustizia sociale e sulla solidarietà, sia quello – aggiunge Cillis - di sollecitare la riscoperta delle radici sociali di sostenere il protagonismo, di una rappresentanza di interessi, bisogni e aspirazioni di dare vita ad una concezione e ad una pratica della politica diversa da quella delle classi dominanti.

E’ necessario oggi costruire una nuova critica sociale, un programma un’azione collettiva che ponendo al centro il lavoro e il suo primato, la denuncia della sua condizione effettiva si propongono di sconfiggere l’ideologia e la pratica liberista, unica strada per battere veramente la destra al potere e costruire una nuova strada”.

CandyCandy





Blob e convergenze parallele

16 04 2008

“Il risultato elettorale, non prevedibile nelle dimensioni sconvolgenti, era scontato, a livello regionale e nelle singole realtà regionali. Va detto senza ipocrisia. Ciò è dovuto anche alle scelte errate di Veltroni e del ristretto gruppo che lo ha coadiuvato.

(…) Anche l’aver insistito sull’età e sul numero di candidature di Berlusconi è stato un evidente errore: non era e non è un argomento di interesse politico accattivante.

(…) Da ultimo, ma non per importanza, è stata anche la formazione delle liste. Un partito con la pretesa della novità non avrebbe dovuto fare certe candidature. Il rinnovamento non passa attraverso personaggi inventati, segretarie e collaboratori vari, parenti e in qualche caso persone indagate cui garantire le eventuali immunità parlamentari. Sarebbe utile una lettura dell’ultimo libro di Travaglio”. (…)


Comunicato stampa di Mario Lettieri

Sottosegretario all’Economia e alle Finanze del Governo Prodi

Nato a Gallicchio (Pz) il 22 gennaio 1942

Da Wikipedia: “…nel 1975 venne eletto consigliere regionale tra le fila del Partito Comunista Italiano e venne confermato anche nel 1980 e nel 1985. Nella regione Basilicata è stato Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione e Vice Presidente del Consiglio Regionale. Dopo la “svolta della Bolognina” ha aderito al Partito Democratico della Sinistra, con cui divenne deputato nazionale nel 1992. Nel 1994 fonderà un movimento regionalista denominato “I Democratici”, che nel 1999 confluirà nell’omonimo partito fondato da Romano Prodi; poco dopo Lettieri farà parte della Margherita, militando nella corrente di Arturo Parisi.Eletto alla Camera nel 2001, nella XIV legislatura ha fatto parte della commissione Finanze di cui è stato anche segretario”.

Alcebrando





Voto in Basilicata: “scazzate” post elettorali (2)

16 04 2008

Margiotta: autoreferenza di sponda

“Ne va dato atto e merito, tra gli altri, al segretario regionale Piero Lacorazza ed al Presidente della Regione Vito De Filippo, massima espressione istituzionale di un partito rivelatosi vincente.
Sono inoltre felice, anche sul piano personale, per lo straordinario successo della lista alla Camera dei Deputati che ho avuto l’onore e l’onere di capeggiare, che in moltissimi centri lucani, ad iniziare dal capoluogo di regione, città in cui sono nato e vivo, ha ottenuto dati entusiasmanti con notevoli balzi in avanti rispetto al dato del 2006″.

Chiurazzi: autoreferenza corale

“La coralità di partito caratterizzerà la mia attività parlamentare”.

“In questi mesi nell’impegno da presidente del Partito democratico lucano – afferma Chiurazzi - ho privilegiato la coralità, e questo ha irrobustito la mia comunicazione elettorale e mi ha consentito di illustrare il programma di Veltroni in stretta inerenza con i bisogni dei lucani. Ritengo che questa coralità sia una condizione indispensabile per una elaborazione politica in grado di caratterizzare il lavoro del gruppo parlamentare a Palazzo Madama e contrastare efficacemente dall’opposizione tutte quelle attività di governo che manifestassero un concreto danno al Paese e alla nostra regione.

AN Matera: festa di comitiva

“Un augurio particolare va all’ avv. Antonio Tisci neo consigliere regionale che ricostituirà il gruppo AN alla regione, al senatore e amico Guido Viceconte capolista al senato e all’amico Cosimo Latronico che ben rappresenterà la provincia di Matera.
Congratulazioni anche agli amici Lamorte e Taddei e al Segr. Regionale Digilio.”

Zamparutti: autoreferenza e basta.

“La mia presenza nella lista e la mia elezione hanno smentito il luogo comune che i Radicali nelle liste del PD fossero un ostacolo anziché un valore aggiunto nella campagna elettorale”.

Digilio: amore incasinato.

“E’ evidente che il “gesto d’amore” di Fini per il bene del Paese è stato apprezzato anche dal popolo lucano nella consapevolezza della difficoltà di spiegare, come abbiamo fatto giorno dopo giorno, in poco tempo, la scelta di portare An nel Popolo della Libertà”.

Masa





Voto in Basilicata: “scazzate” post elettorali (1)

16 04 2008

Bolognetti Vs Santarsiero

“Il signor sindaco, ing. Santarsiero, nel corso della trasmissione, nel rispondere ad un mio intervento ha dichiarato: “Ho conosciuto la candidata radicale Elisabetta Zamparutti, una persona squisita, sicuramente molto lontana dalle cose che dici tu, e che ha avuto modo di apprezzare la classe dirigente di questa regione…”

“Il signor sindaco ha poi continuato affermando: “la Basilicata non ha bisogno di te….Ho chiesto alla NuovaTv di mettermi a disposizione il file della trasmissione”.

Bolognetti Vs Zamparutti

“Alla mia compagna Zamparutti voglio solo dire che forse poteva evitare di contribuire, con la sua sette giorni lucana, all’ulteriore isolamento di un militante politico che negli ultimi 20 anni ha tentato di dar corpo alla politica radicale in Basilicata”.

Buccico: autorefenza nera

“Soddisfazione per i risultati conseguiti sia in Provincia che al Comune di Matera è stata espressa dal Sindaco, Avv. Emilio Nicola Buccico […] Certamente ha contribuito la buona attività della Amministrazione Comunale, che visibilmente sta incidendo sugli assetti cittadini: ed anche il confronto con le amministrative è estremamente positivo, anche se tali comparazioni sono improprie per le difficoltà di riconoscimento ed individuazione del voto civico e per l’essenziale personale apporto in sede di ballottaggio del candidato Sindaco”.

Lapenna: De Bello Lucano

“La roccaforte del centro sinistra nella nostra regione ancora non è stata espugnata, ma l’occupazione del Pdl è iniziata dalla costa, ora si dovrà procedere alla conquista dell’area interna”.
“Anche se non vi è stato il sorpasso che ci aspettavamo – commenta Lapenna- i risultati ottenuti ci danno una grande forza di combattere e ci spronano a lavorare sempre di più, segno evidente che la strada intrapresa è quella giusta”.

Masa





La strega, i sette nanetti e il pareggio dei giganti lucani

15 04 2008

L’Italia diventa Popolo della Libertà, con la Lega a presidiare i bastioni alpini ed Mpa a guardia del Mare nostrum.
La Basilicata, invece, si affida al Pd, almeno in termini di voti, poichè Berlusconi e Veltroni si dividono equamente sei dei sette senatori in palio, lasciando il settimo, prossimo, inquilino lucano di Palazzo Madama a Di Pietro.
Ma la vera novità di queste urne ormai svuotate è l’italico colpo di spugna ai piccoli partiti. La strega cattiva ha spazzato via i nanetti, riuscendo a fare ingoiare la mela avvelenata anche alla Sinistra l’Arcobaleno, che nel complesso non valica la soglia di un ottimistico 5 per cento.
E’ questa, forse, la chiave di volta dell’intera tornata elettorale. Sarebbe sbagliato, e riduttivo, pensare che gli i disertori dei seggi in questo week-end di aprile siano tutti elettori della Sinistra che non hanno votato.
Sarebbe più opportuno meditare sul fatto che molti passionari del cachemire bertinottiano si siano stancati di essere “il cuore dell’opposizione”, di predicare “l’abolizione della proprietà privata” e citare a memoria Marx, quasi fosse un codice da seguire alla lettera. I tempi stanno cambiando, direbbe Dylan? Meditate gente, risponderebbe Arbore.
Intanto, da domani, benzina a metà prezzo per le genti lucane. Chiedetene conto.

Alcebrando





Walter, Obama e Bettino

14 04 2008

Bettino Craxi nell’82 lanciò “Si può fare, si deve fare”

Che Walter Veltroni abbia fatto suo lo slogan “Yes we can” di Barack Obama lo sanno tutti.
Che la sua traduzione “Si può fare“ sia stata ritenuta “moscia” da Massimo D’Alema, lo sanno in pochi. Ma, solo Franco Grillini si è ricordato che, nel 1982, in occasione Comitato centrale socialista Bettino Craxi tenne un discorso intitolato, udite udite: “Si puo’ fare, si deve fare”.

Adesso, non credo che Veltroni conoscesse lo slogan di Craxi ne tanto meno Obama ma, indubbiamente, “Si puo’ fare, si deve fare” è decisamente meglio. Quel “fare” mette le ali, aggiunge un elemento concreto, un senso di azione che completa la frase, la riempie, proprio come voleva D’Alema.

Di seguito la chiusura dell’intervento del leader socialista, qui, invece, l’intero discorso.

Si profila un periodo di lotte difficili. Più aspra è divenuta la contesa politica,
più acute le tensioni ed i fattori di crisi nella società. In questa fase, non
priva di incognite e di rischi, la nostra mobilitazione deve farsi più intensa,
più determinata, più incisiva.
Nel momento in cui crescono le difficoltà e insorgono nuovi ostacoli il Partito
confermerà e preciserà la sua elaborazione distendendo appieno la sua
iniziativa politica al centro e alla periferia attorno alle grandi questioni
essenziali della democrazia e dello sviluppo aperte in Italia.
Nessuna buona causa deve essere abbandonata e nessuna impresa deve essere
lasciata a mezzo. C’è moltissimo da fare. Si può fare, si deve fare.