L’Italia diventa Popolo della Libertà, con la Lega a presidiare i bastioni alpini ed Mpa a guardia del Mare nostrum.
La Basilicata, invece, si affida al Pd, almeno in termini di voti, poichè Berlusconi e Veltroni si dividono equamente sei dei sette senatori in palio, lasciando il settimo, prossimo, inquilino lucano di Palazzo Madama a Di Pietro.
Ma la vera novità di queste urne ormai svuotate è l’italico colpo di spugna ai piccoli partiti. La strega cattiva ha spazzato via i nanetti, riuscendo a fare ingoiare la mela avvelenata anche alla Sinistra l’Arcobaleno, che nel complesso non valica la soglia di un ottimistico 5 per cento.
E’ questa, forse, la chiave di volta dell’intera tornata elettorale. Sarebbe sbagliato, e riduttivo, pensare che gli i disertori dei seggi in questo week-end di aprile siano tutti elettori della Sinistra che non hanno votato.
Sarebbe più opportuno meditare sul fatto che molti passionari del cachemire bertinottiano si siano stancati di essere “il cuore dell’opposizione”, di predicare “l’abolizione della proprietà privata” e citare a memoria Marx, quasi fosse un codice da seguire alla lettera. I tempi stanno cambiando, direbbe Dylan? Meditate gente, risponderebbe Arbore.
Intanto, da domani, benzina a metà prezzo per le genti lucane. Chiedetene conto.
Alcebrando

Quando funzionano le soglie di sbarramento e c’è la volontà politica possono pure succedere i miracoli. Agli operai che non sbarcano il lunario la sinistra arcobaleno ha offerto la solita liturgia. E quelli sono passati dal rosso al verde. Questione di cromatismi.
Di messa si sazia lo spirito, di cibo lo stomaco e di denari la tasca. Ma se la tasca è vuota, lo stomaco ne risente. Gli operai, i precari, i disoccupati - forse - non hanno più bisogno di tutela nei comizi ma di sostegno concreto nella vita quotidiana, e fuori dal Palazzo è difficile da ottenere….